Une fête nationale à nous

7 Mars 1536


Nel corso del XVI secolo, quando la Francia e la Spagna si fronteggiarono per ottenere il controllo del continente europeo, la Valle d'Aosta fu abbandonata completamente a se stessa. Infatti, Lo stato sabaudo di cui la regione aveva fatto parte per secoli, era stato occupato e smembrato dai francesi.
Fu così che, a partire dal 1536, la Valle d'Aosta si organizzò come un vero e proprio Stato. Stipulò trattati di neutralità sia con la Francia, sia con la Spagna, ma anche di alleanza con l'Inghilterra. Creò un proprio esercito, coniò moneta e decise di restare fedele ai Savoia e al cattolicesimo, considerato anche che a nord premevano i protestanti svizzeri.
Tutto ciò fu reso possibile anche grazie alla creazione del Conseil des Commis (7 marzo 1536), una sorta di Giunta di Stato del "parlamento" valdostano (Stati Generali) dotata di ampi poteri. Fu proprio nei primi mesi del 1536 che i suoi verbali cominciarono a non essere più scritti in latino ma in lingua francese: il Ducato di Aosta fu così la prima amministrazione ad usare il francese come lingua ufficiale, addirittura tre anni prima della Francia stessa.
Quando nel 1559 terminarono le ostilità e le nazioni europee si trovarono a stipulare accordi di pace, la Valle ritornò a far parte degli Stati dei Savoia, ma  poté continuare a mantenere per i secoli successivi le sue particolarità, così come continuò ad impiegare la lingua francese. Idioma che dal 1948 è, insieme all'italiano, la lingua ufficiale della Valle d'Aosta.
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Au cours du XVIe siècle, lorsque la France et l’Espagne s’affrontèrent pour avoir le contrôle du continent européen, la Vallée d’Aoste fut en fait abandonnée à elle-même. En effet le duché de Savoie – dont la Vallée d’Aoste avait fait partie pendant des siècles¬- avait été presque complètement occupé par les français.Ce fut ainsi qu’à partir de l’an 1536 la Vallée d’Aoste, voisinant  avec la France (Ouest, Sud et Est) et le Valais (Nord), s’organisa comme un véritable état. Les valdôtains et leurs institutions tout en restant toujours  fidèles au catholicisme et à la maison de Savoie, ratifièrent des traités de neutralité avec la France et l’Espagne et d’alliance avec l’Angleterre. Ils frappèrent monnaie, promulguèrent des lois et formèrent une armée, puisqu'ils étaient cernés par les français et les valaisans, alors que les protestants suisses pressaient au nord.  Tout cela fut possible grâce aussi à la création du Conseil des Commis (le 7 mars 1536), une sorte de Conseil d’Etat au sein des Etats Généraux, pourvu de larges pouvoirs.Au début de 1536 les procès-verbaux du Conseil ne furent plus rédigés  en latin, mais en français: le Duché d’Aoste fut ainsi la première administration qui utilisa le français comme langue officielle, trois ans avant la France même.Quand, en 1559, à la fin des hostilités, les nations européennes stipulèrent des accords de paix, la Vallée d’Aoste fit de nouveau partie  du Duché de Savoie tout en gardant pendant deux siècles encore son particularisme  et la langue française, reconnue par les seigneurs de Savoie en 1561. Cette langue, malgré les procès de nationalisation du Royaume d’Italie (1861) et d’italianisation forcée pendant la dictature de Mussolini (soit la période fasciste et nazi-fasciste entre 1922 et 1945), depuis 1948 est avec l’italien la langue officielle de la Vallée d’Aoste.
 


Vallée d'Aoste, Pays de neutralité

Durante il periodo che va dal 1536 al 1559, la Valle d'Aosta - smembrata dallo Stato sabaudo e circondata dai Francesi a ovest, sud ed est e confinante a nord con il Vallese svizzero - cercò di assicurarsi la pace con tutti.

Pur cercando di mantenere stabilmente i contatti con i Savoia, in genere attestati a Vercelli (loro nuova capitale), i valdostani si organizzarono autonomamente nella gestione generale del Pays d'Aoste.

La ricerca di neutralità li portò ad istituire ambasciate con i vari regnanti europei al fine di stipulare - e poi rinnovare periodicamente - trattati di neutralità o di amicizia.

Con la Francia furono firmati accordi di neutralità con il re Francesco I (1537 - rinnovato 5 volte -, 1538 e 1542) e con Enrico II (1552, 1554 e 1556). Altri diplomi risalgono al periodo di Filippo II di Spagna (la neutralità fu accordata in favore di los del Ducado de Aosta praetoria; il governatore di Milano, Gonzaga, soggiornò ad Aosta nel 1549), mentre patti di "confederazione", ossia di amicizia, con il Vallese risalgono a vari periodi (ricordiamo, ad esempio, quello del 1554), ma esistono anche richieste di aiuto - in caso di possibile invasione francese - all'Imperatore stesso e al re d'Inghilterra (1555).

 

Dal trattato del 1552 tra la Valle d'Aosta e la Francia, si legge che Enrico II (...) Comme nos chers et bon amys les habitants de la val daouste nous ayent faict remontrer (...) que ils desireroient (...) demeurer neutres comme ils on acoustume du temps des guerre passees (...); ou leurs procureurs et depputtes aians pouvoir souffisant quant a ce traicter et cappituler de ladicte neutralite (...).

 

Alla pace di Cateau-Cambrésis (1559), la Valle d'Aosta fu rappresentata alla corte del re di Francia dall'ambasciatore barone De Valleise, coadiuvato dal mistrale e castellano di Montjovet.

 

La Valle d'Aosta, dunque, era un Pays de neutralité che poté godere di tali prerogative per oltre un secolo e mezzo. Quando Vittorio Amedeo II di Savoia si alleò con gli Asburgo contro Luigi XIV, pur non discutendo la sovranità sabauda, i valdostani organizzaro preliminarmente con i cantoni svizzeri un trattatato di alleanza offensiva e difensiva (...) et par leur influence ils allaient etre compris, auprès des grandes puissances, dans la neutralité del la Confédération helvétique. Ma i Savoia, venuti a conoscenza di questi intenti, tolsero alla Valle d'Aosta tutte le sue prerogative. La Valle d'Aosta citò davanti alla Corte dei Conti i ministri del re ma le sue particolarità furono ripristinate solo a seguito di ingenti donativi alla Corona...

Un organismo "sui generis"

Il Conseil des Commis non fu certamente un organismo unico nel suo genere, poiché di esempi simili se ne contavano già diversi: Chambre des élus (Borgogna), Procure du Pays (Provenza), Assemblée des Commis (Delfinato), ecc...

Il CdC, nello specifico, era una sorta di Giunta, un'emanazione degli Stati Generali; appunto un Consiglio "ristretto" di quello "Generale". E in tale contesto, il Conseil era, quindi, in grado di rispondere in maniera efficace alle necessità contingenti e di fare da trait-d'union tra l'assemblea e i Savoia.

Quali erano le sue attribuzioni?

Il Conseil des Commis era dotato di poteri esecutivi e giurisdizionali e veniva convocato dal balivo o dal suo vice, rappresentanti della Corona.

Tale organismo, definito da molti storici "sui generis", aveva attribuzioni "che non é esagerato definire formidabili: il diritto d'interinazione delle Ordinanze e degli Editti del sovrano e quel "droit de remontrance" che in Francia possedeva solo qualche Parlamento".(1) In altre materie - sanità, difesa del Pays, ecc - il Conseil poteva emanare leggi senza l'approvazione dei Savoia.

Ebbe un ruolo fonfamentale nel corso del Cinquecento, come scritto in precedenza, quando la Valle dovette organizzarsi da sé.

La sua caratteristica di occuparsi delle "agibilia" (le cose da farsi), il Conseil assunse progressivamente ampi poteri che quasi esautorarono nel tempo quelli dell'Assemblea, tanto che esso arrivò ad assumere competenze che appartenevano alla Cour des Connaissances, al Senato e alla Camera dei Conti.

Tale organismo sopravvisse tra alti e bassi fino al 1859.

 

 

(1) M.A. Benedetto, Il Conseil des Commis del Ducato di Aosta, pp. 32-41.