In un mar di nuvole ad arpionar balene con la forchetta...


Il nostro obiettivo culturale non è per nulla facile, lo sappiamo.

E' un'impresa ardua (simile a quella del titolo...), infatti, il cercare di trasmettere a tutti gli abitanti della Valle d'Aosta un forte sentimento di appartenza alla comunità, oggi composta da un coacervo di diverse etnie.

Tra le nostre montagne appare quantomai difficile mutare quella pessima idea che va di moda - crediamo - almeno dal dopoguerra, secondo la quale chi è valdostano lo è solo se ha un cognome locale, o abita in Valle da almeno il tempo dei Salassi (cioè da epoca preromana...) o - per i più sprezzanti - deve avere come minimo una bella mandria di mucche con tanto di pascolo attestato ad almeno duemila metri di altitudine.

Queste sembrerebbero semplici battute, ma non lo sono per niente; sono tristi considerazioni che, secondo alcuni "filosofi" locali, contribuirebbero a "stabilire" che esistano nella nostra terra due "etnie" diverse e difficilmente "integrabili". Questo sentimento conduce a posizioni opposte e inconciliabili, impedendo la formazione di un vero e proprio senso di appartenenza necessario a condividere quel passato che ci ha condotti al presente, e che dovrebbe aiutarci a intraprendere la strada più giusta per il nostro futuro.

... veleggiando lungo le displuviali

Quando abbiamo scritto "La Questione valdostana, una nazione senza Stato", da un giornale di parte siamo stati definiti "pseudo-storici", poiché il testo non era redatto in francese ma in italiano. In lidi politici più o meno diversi, invece, qualcun altro ha affermato che scriviamo sciocchezze per fini politici dato che ci occupiamo di temi quali il francese e la storica autonomia.

Questo è il risultato che corrisponde a quanto dichiarato nel capitolo precedente. Siamo, dunque, costretti a lavorare su un crinale pericoloso sul quale c'è il rischio di essere visti come appartenenti ad un versante piuttosto che ad un altro.

Invece, la nostra parte - saremo anche idealisti - è solo la difesa di un'identità per la quale, speriamo non esistano displuviali ma trasversalità. Quel reticolo di sentieri di montagna che, comunque sia, convergono sempre verso un punto anche se passano attraverso percorsi diversi.

A buon intenditor...