L'autonomia è morta? Viva l'indipendenza!

Aosta,

9 ottobre 2015:

riunione tra i rappresentanti di Pays d'Aoste e Pays d'Aoste Souverain.

I temi dell'incontro, su cui i due movimenti intendono collaborare insieme e coinvolgere altri gruppi, sono stati: identità e indipendenza della Valle d'Aosta.

Autodeterminazione

Riempire un lungo silenzio non è facile; l'unica voce che può levarsi grida che la nostra autonomia è agonizzante. 

 

Da fuori Valle è vista come un inutile privilegio costruito sul nulla.

All'interno della Valle... anche (per alcuni).

Per altri, invece, non è chiaro neppure il perché esista l'autonomia speciale.

Ma il fronte principale si apre tra coloro che vedono l'autonomia incardinata solamente sulle contigenze sociali post-belliche e/o sulla francofonia... e coloro che, non amando il francese (o addirittura la Valle d'Aosta), non la vedono assolutamente di buon occhio.

 

Un caos totale!

 

Manca un forte sentimento comunitario; non pretendiamo identitario... 

Il francese è importante, ma le caratteristiche del territorio e della nostra storia - di cui la nostra lingua francese è comunque parte integrante - lo sono ancora di più.

 

Crediamo sia utile pensare e agire in favore del nostro diritto all'autodeterminazione.

 

Oggi si tratta di mantenere salda e forte la nostra autonomia, ma nella prospettiva dell''indipendenza e di una successiva collaborazione/collegamento con i territori a noi vicini; queste appaiono sempre di più le uniche strade da percorrere in futuro. E non intendiamo con questo progetti aberranti quali il "Limonte", la "Regione Alpina" o una macroregione qualsiasi...

 

Per tale ragione auspichiamo con coraggio e determinazione un futuro diverso per la nostra Valle d'Aosta, chiedendo a tutti coloro che hanno a cuore gli stessi temi di collaborare insieme per elaborare un progetto serio verso un cammino che ci veda veramente maître chez-nous! Una Valle d'Aosta poi associata a quei territori posti intorno al Monte Bianco e che hanno radici, geografia, clima, storia e tradizioni comuni: un'Europa dei popoli e non degli stati.